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Mezzi finanziari – 2018

Nell’anno oggetto del rapporto sono stati stanziati in totale 96 milioni di franchi per i provvedimenti nel settore della produzione animale (promozione dell’allevamento e contributi ai costi per l’eliminazione dei sottoprodotti di origine animale incl.).
 

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Provvedimenti sul mercato del bestiame da macello e della carne

Sulla base di un accordo di prestazione, l’UFAG ha delegato alla cooperativa Proviande compiti esecutivi nel settore del mercato del bestiame da macello e della carne.
 

Classificazione neutrale della qualità

In virtù dell’ordinanza sul bestiame da macello, Proviande provvede alla classificazione della qualità delle carcasse nei macelli di grandi dimensioni (22 aziende alla fine dell’anno oggetto del rapporto, 3 in meno rispetto al 2017), ovvero in quelle aziende in cui vengono macellati mediamente più di 120 suini o circa 23 capi di bestiame grosso a settimana. Per gli animali delle specie bovina, ovina, caprina ed equina la muscolatura e il grado di ingrasso vengono determinati otticamente, applicando la cosiddetta CH-TAX. Per gli animali della specie suina, invece, la muscolatura (la quota di carne magra) viene stabilita utilizzando apparecchi specifici. I risultati della classificazione neutrale della qualità sono registrati in maniera centralizzata in un server di identitas AG. Salvo poche eccezioni, la qualità degli animali macellati va determinata anche in tutti gli altri macelli; in questi casi, tuttavia, la classificazione viene effettuata dai rispettivi impiegati. La classificazione neutrale della qualità contribuisce ad aumentare la trasparenza, a migliorare la qualità delle carcasse e a conteggiare correttamente gli animali da macello. È altresì utilizzata a fini statistici.

I fornitori e gli acquirenti possono contestare il risultato della classificazione neutrale della qualità. Per gli animali della specie suina la contestazione deve avvenire entro 6 ore, per le altre specie entro 24 ore dalla macellazione. Nell’anno oggetto del rapporto sono stati classificati secondo la CH-TAX 715 886 animali delle specie bovina, equina, ovina e caprina. Le classificazioni contestate sono state 20 443 (2,86 % di tutti gli animali classificati rispetto al 2,79 % nello stesso periodo dell’anno precedente). Le contestazioni sono avvenute per l’88 % dei casi su richiesta dei fornitori e per il 12 % su richiesta degli acquirenti. Per quanto riguarda gli animali della specie suina, nel 2018 c’è stata un’unica contestazione ad opera di un fornitore.

Nell’anno oggetto del rapporto il risultato della classificazione successiva concernente la muscolatura è rimasto invariato per il 34,0 % degli animali. Il 37,4 % ha guadagnato mezza classe e il 20,2 % ha subito un declassamento di mezza classe. Nel quadro della classificazione successiva, il 4,5 % delle carcasse ha registrato un aumento di una classe intera mentre il 3,8 % un ribasso della stessa portata. Solo nello 0,1 % dei casi si rileva un aumento o una diminuzione di oltre una classe intera.

Per il tessuto grasso, il 59,9 % degli animali è rimasto allo stesso livello anche nella classificazione successiva. Il 22,2 % degli animali in occasione della classificazione successiva ha registrato un incremento di mezza classe e il 17,7 % la diminuzione di mezza classe. Lo 0,2 % degli animali nella classificazione successiva è stato assegnato a una classe intera superiore o inferiore.

Negli ultimi anni si è osservato un aumento della muscolatura degli animali macellati riconducibile al maggior livello di conoscenze degli allevatori. Nel 2018 sono stati classificati come bene in carne e molto bene in carne quasi il 70 % dei torelli, il 40 % dei vitelli e il 63 % degli agnelli. Nel 2005 erano stati rispettivamente il 43, il 17 e il 43 %. Per le vacche, invece, nello stesso periodo la muscolatura è rimasta la stessa: negli ultimi anni è rientrata nelle classi scarnate e molto scarnate una percentuale compresa tra il 39 e il 47 % delle vacche macellate. Questa evoluzione è riconducibile alla grande quantità di vacche da latte e alla detenzione di speciali razze da latte.
 

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Sorveglianza dei mercati pubblici e organizzazione dei provvedimenti di sgravio del mercato

Prima dell’inizio dell’anno civile Proviande, in collaborazione con i Cantoni e le organizzazioni contadine, allestisce un programma annuale nel quale sono definiti i mercati pubblici per bestiame da macello e ovini. Tale programma indica il luogo e la data dei singoli mercati, nonché le categorie di animali che possono esservi presentate.

Nonostante il calo degli effettivi di bestiame, nell’anno oggetto del rapporto si sono registrate solo lievi flessioni a livello sia di mercati per il bestiame grosso (668; -3 rispetto al 2017) sia di animali acquistati all’asta (62 341; -0,4 % rispetto al 2017). Il numero di pecore acquistate all’asta ha addirittura segnato un notevole incremento rispetto al 2017, segnatamente di 2654 animali (+3,9 %). Nel 2018 il numero di mercati per ovini ha invece subito un calo, attestandosi a quota 299 (-20 rispetto al 2017).

Nei periodi di eccedenze stagionali, o comunque temporanee, in occasione dei mercati gli animali invendibili sono assegnati ai titolari di quote di contingenti che sottostanno all’obbligo di ritiro. Nel quadro di tale sgombero del mercato, Proviande ha assegnato 3097 capi della specie ovina e 236 della specie bovina a commercianti titolari di una quota di contingente doganale, che, per tali assegnazioni, devono pagare il prezzo settimanale stabilito.
 

Cifre inerenti ai mercati pubblici sorvegliati – 2018

CaratteristicaUnitàBestiame grossoOvini
Mercati pubblici sorvegliatiNumero668299
Animali acquistati all’astaNumero62 61170 644
Numero medio di animali per mercatoNumero93236
Quota degli animali presentati rispetto
alle macellazioni totali
%1529
Animali assegnati (sgombero del mercato)Numero2363 097

Fonte: Proviande

Come di consueto, anche nella primavera ed estate 2018 l’offerta di vitelli da macello ha superato la domanda. A sostegno dei prezzi, 53 aziende di trasformazione della carne hanno immagazzinato 537 tonnellate di carne di vitello, che sono poi state smaltite in autunno. L’UFAG, stanziando 2,6 milioni di franchi (ca. 5 fr./kg), ha contribuito a ridurre i costi di stoccaggio e la perdita di valore causata dal congelamento.


Determinazione del peso di macellazione

Sulla base di un accordo di prestazione, su incarico dell’UFAG da luglio 2018 Proviande svolge i controlli pratici in relazione alla determinazione del peso di macellazione conformemente all’ordinanza del DEFR del 7 aprile 2017 sulla determinazione del peso di macellazione (OPeM; RS 916.341.1) presso i macelli svizzeri e del Liechtenstein. I risultati ottenuti finora sono soddisfacenti. Si constata inoltre che la maggior parte dei macelli ha un atteggiamento positivo nei confronti dei controlli e per quanto riguarda l’attività di macellazione si attiene alle prescrizioni dell’OPeM. Nel complesso si apprezza che sia stato introdotto un sistema di vigilanza uniforme per tutto il territorio nazionale. Nel 2018 sono stati eseguiti 138 controlli di base, riscontrando irregolarità in 7 casi. In 4 casi sottoposti a un ulteriore controllo le irregolarità sono state confermate. In 5 casi riguardanti 4 macelli l’UFAG ha disposto misure amministrative in virtù dell’articolo 169 LAgr.

Provvedimenti sul mercato delle uova

La domanda di uova cala considerevolmente soprattutto dopo Pasqua. Onde attutire le ripercussioni delle fluttuazioni di mercato stagionali, dopo aver sentito le cerchie interessate, nell’ambito dei crediti stanziati nel 2018, sono stati messi a disposizione 1,9 milioni di franchi per il finanziamento di misure di valorizzazione. Nella cosiddetta «azione di spezzatura» i fabbricanti di prodotti a base di uova hanno valorizzato nell’industria alimentare svizzera gli albumi e i tuorli di più di 14,9 milioni di uova di consumo indigene sgravando quindi il mercato delle uova di consumo in guscio. Sul fronte del commercio è stato ridotto il prezzo di 8,5 milioni di uova di consumo a beneficio dei consumatori. La Confederazione ha versato un contributo di 9 centesimi per ogni uovo spezzato e di 5 centesimi per ogni uovo ribassato. La categoria ha contribuito allo sgravio del mercato stanziando all’incirca lo stesso importo. In totale, alle azioni di spezzatura e di riduzione del prezzo hanno partecipato rispettivamente 14 e 7 aziende.

Provvedimenti per la valorizzazione della lana di pecora indigena

In virtù dell’ordinanza concernente la valorizzazione della lana di pecora indigena, nel 2018 l’UFAG ha sostenuto in primo luogo progetti innovativi con tale finalità. Ha inoltre erogato contributi a organizzazioni di solidarietà attive in questo settore specifico che hanno perlomeno il compito di cernere, lavare e vendere per la trasformazione in prodotti finiti la lana raccolta. Eccezionalmente, il lavaggio può essere effettuato all’estero. In tale contesto l’UFAG, nel 2018, ha sostenuto cinque progetti innovativi stanziando un importo totale di circa 0,37 milioni di franchi.

Sei organizzazioni di solidarietà hanno raccolto, cernito, lavato e venduto per la trasformazione in prodotti finiti all’interno del Paese 269 tonnellate di lana di pecora. Il contributo della Confederazione per chilogrammo di lana lavata è stato di 2 franchi, per un importo totale di circa 0,54 milioni di franchi.

Promozione dell’allevamento

Secondo l’articolo 144 LAgr, i contributi federali per la promozione dell’allevamento possono essere versati solo a organizzazioni di allevamento riconosciute. Queste sono pubblicate sul sito Internet dell’UFAG (organizzazioni di allevamento). Le disposizioni d’esecuzione sono sancite nell’ordinanza sull’allevamento di animali (OAlle; RS 916.310). Quest’ultima stabilisce le condizioni che deve adempiere un’organizzazione di allevamento di animali delle specie bovina, suina, ovina e caprina, nonché di equidi, conigli, pollame, api mellifere e camelidi del nuovo mondo per ottenere dall’UFAG un riconoscimento che tuttavia è limitato a dieci anni al massimo.

Con l’entrata in vigore, il 1° gennaio 2013, del testo rivisto dell’OAlle, i contributi per animale iscritto nel libro genealogico sono assegnati soltanto per esemplari:

  • a) i cui genitori e nonni sono iscritti o menzionati in un libro genealogico della medesima razza o

  • b) la cui percentuale di sangue della relativa razza è di almeno l’87,5 %.

Inoltre, le misure zootecniche possono essere computate soltanto per gli animali il cui proprietario è domiciliato in Svizzera o nel Principato del Liechtenstein e, durante l’anno di contribuzione, è membro attivo di un’organizzazione di allevamento riconosciuta. Una misura zootecnica dà diritto a un unico contributo per animale e per anno.

Nel 2018 sono stati versati contributi a favore di misure zootecniche per un totale di 32,52 milioni di franchi a 22 organizzazioni di allevamento riconosciute. In tal modo si sostengono in particolare la tenuta del libro genealogico e l’esecuzione di esami funzionali. Per la conservazione delle razze svizzere e per i progetti di ricerca riguardanti risorse zoogenetiche sono stati versati ulteriori 1,67 milioni di franchi.


Ripartizione dei fondi – 2018

Il settore dell’allevamento di bovini ha beneficiato di circa 23,4 milioni di franchi, ovvero il 68,5 % dei fondi a disposizione per la promozione dell’allevamento, due terzi dei quali stanziati per l’esecuzione di esami funzionali del latte. I contributi federali per l’allevamento consentono di ridurre i costi delle prestazioni zootecniche delle organizzazioni. Gli allevatori ne traggono vantaggio, ad esempio, pagando tariffe inferiori per gli esami funzionali del latte.
 

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Verifica delle organizzazioni di allevamento

Per controllare l’impiego dei fondi per la promozione dell’allevamento di animali si effettuano verifiche presso le organizzazioni di allevamento riconosciute conducendo in tutte almeno un controllo in loco sull’arco di cinque anni. Le ispezioni sono documentate in un rapporto, dove sono presentate eventuali lacune e fornite indicazioni per eliminarle.

Conservazione delle razze svizzere e progetti di ricerca riguardanti le risorse zoogenetiche

Le risorse zoogenetiche hanno un’enorme valenza per l’alimentazione e l’agricoltura e possiedono altri valori significativi dal profilo economico e sociale. Anche il loro valore opzionale è considerevole. Per poter reagire, in futuro, a nuove condizioni quadro come cambiamenti climatici, nuove malattie, aspettative della società o esigenze specifiche relative ai prodotti, le antiche razze acquisiranno nuovamente maggiore importanza. Anche il loro valore ereditario, di cui beneficeranno le future generazioni, e il loro valore esistenziale, dato dal solo fatto di esistere, sono notevoli. L’UFAG sostiene, pertanto, diverse misure per conservare e promuovere le razze svizzere di animali da reddito a rischio d’estinzione. Il sostegno finora concesso sul piano finanziario, logistico e scientifico dalla Confederazione ha avuto un impatto positivo sugli effettivi.

Attualmente sono sostenute 23 razze svizzere di diverse specie (bovini, equini, ovini, caprini, suini, api, conigli e polli) meritevoli di essere conservate. Le organizzazioni di allevamento riconosciute e quelle preposte all’esecuzione di progetti per la conservazione delle razze svizzere possono inoltrare progetti per la promozione di razze svizzere meritevoli di essere conservate. Tali progetti comprendono misure di salvaguardia specifiche e provvedimenti coordinati con prodotti particolari orientati al mercato. Oltre ai progetti di conservazione, gli istituti di ricerca possono inoltrare progetti volti a rilevare e a migliorare la varietà genetica. In collaborazione con l’Associazione svizzera per la produzione animale, l’UFAG organizza, inoltre, workshop annuali sulle risorse zoogenetiche. Con i diretti interessati anche il pool genetico nazionale per bovini, suini, equini e caprini (misure ex-situ) viene costantemente ampliato. L’UFAG si impegna molto anche a livello internazionale nel settore delle risorse zoogenetiche. Ad esempio partecipa attivamente all’European Regional Focal Point, un’associazione di oltre 45 Stati europei, e collabora in diverse commissioni e gruppi di lavoro della FAO.

Contributi di eliminazione

La Confederazione concede contributi per l’eliminazione dei sottoprodotti di origine animale allo scopo di proteggere la salute dell’uomo e degli animali, nonché l’ambiente.

Nell’anno oggetto del rapporto sono stati corrisposti in totale 47,302 milioni di franchi di contributi di eliminazione ad allevatori e macelli, il che corrisponde a un aumento dell’1,5 % rispetto all’anno precedente. La seguente tabella mostra la ripartizione per evento e specie:
 

Evento e specieContributo per unitàTotale fr.
Azienda di nascita bovinofr. 25.– / capo16 969 075
Macellazione bovinofr. 25.– / capo15 613 825
Macellazione suinofr. 4.50 / capo11 607 674
Macellazione caprinofr. 4.50 / capo175 621
Macellazione ovinofr. 4.50 / capo1 101 780
Macellazione equidefr. 25.– / capo52 525
Macellazione pollamefr. 12.– / t1 781 143
Totale contributi erogati nel 2018 47 301 643


Su mandato della Confederazione, la gerente della banca dati sul traffico degli animali (BDTA) versa i contributi agli aventi diritto in base alle relative notifiche presenti nella BDTA.
 

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Banca dati sul traffico degli animali

La banca dati sul traffico degli animali (BDTA) crea le basi per la rintracciabilità degli animali con benefici, in particolare, per la sicurezza delle derrate alimentari e la lotta alle epizoozie. La BDTA è stata istituita nel 1999 durante la crisi della ESB (encefalopatia spongiforme bovina o morbo della «mucca pazza») eda allora continuamente ampliata al fine di rispondere alle esigenze in ambito veterinario e agricolo.

Nell’anno oggetto del rapporto la quota di storie dell’animale corrette è stata pari al 99 %. Per i bovini sono state registrate 5,727 milioni di notifiche, con un aumento del 2 % rispetto al 2017. Di queste, 100 000 sono state effettuate utilizzando le cartoline di notifica. Per questa forma di notifica si riscontra un calo del 13,8 % rispetto al 2017, segno tangibile della crescente digitalizzazione nella filiera alimentare. Anche l’interfaccia «Animal Tracing», che consente lo scambio automatico dei dati con la BDTA, gode di sempre maggiore popolarità.

A fine 2018 l’UFAG ha concluso con identitas AG, storica gerente della BDTA, un nuovo contratto d’esercizio per il biennio 2019 – 2020, con opzione di proroga di ulteriori due anni. In fase di stesura del contratto si è tenuto debitamente conto delle raccomandazioni espresse dal Controllo federale delle finanze (CDF) e dalla Sorveglianza dei prezzi (SPr). Il contratto sarà valido fino all’entrata in vigore della versione rivista della legge sulle epizoozie (RS 916.40).

A inizio 2018 le tasse BDTA sono state ridotte del 5 %. Per allevatori, macelli e proprietari di equidi ciò comporta un risparmio di 500 000 franchi circa. Come disposto dal Consiglio federale, con effetto al 1° gennaio 2019 tali tasse diminuiranno di un ulteriore 25 %, onde adeguarne l’importo alle uscite effettive e ridimensionare le riserve di identitas AG non strettamente necessarie ai fini dell’esercizio. Di conseguenza, con il nuovo accordo di prestazione anche l’importo annuo da versare a identitas AG è stato ridotto, segnatamente di 2 milioni di franchi.

Nell’anno oggetto del rapporto sono stati realizzati due progetti importanti per il futuro della BDTA. Nel primo l’interfaccia utente grafica è stata completamente rinnovata e a novembre ha sostituito la tecnologia Silverlight di Microsoft. Le reazioni da parte degli utenti nei confronti di questa soluzione efficiente e moderna sono state estremamente positive.

Nel secondo è stata creata FLEKO, la nuova banca dati del controllo delle carni. A fine 2018 sono stati praticamente portati a termine i lavori connessi allo sviluppo della banca dati che entrerà nella fase produttiva nel 2019. Nell’anno oggetto del rapporto è stato lanciato il progetto relativo al documento di accompagnamento elettronico per un nuovo modulo BDTA e due app (una per gli allevatori e una per i trasportatori). Nel 2018 il Consiglio federale ha altresì deciso di introdurre con effetto al 1° gennaio 2020 la tracciabilità dei singoli animali per ovini e caprini. A fine 2018 i rispettivi lavori erano già iniziati.

Nel servizio di supporto il numero di ticket è lievemente diminuito, passando da 112 118 a 110 229. Se da un lato non è stato possibile raggiungere il livello qualitativo dell’anno precedente a causa soprattutto dell’attivazione, a settembre, della versione 3.0 del portale Agate, dall’altro il release di novembre della BDTA (sostituzione di Silverlight) ha consentito di risolvere numerosi problemi, spesso molto complessi, in relazione ai browser.

A inizio 2018, sulla base di un bando pubblico indetto precedentemente, si è scelto un nuovo fornitore di marche auricolari. In seguito alle lamentele di numerosi allevatori che ritenevano le marche auricolari per i caprini troppo voluminose e pesanti, in primavera si è optato per un nuovo modello. La sostituzione delle marche auricolari ha ovviamente comportato un notevole dispendio sul piano logistico.

Effettivi massimi

In virtù dell’articolo 46 LAgr, il Consiglio federale stabilisce gli effettivi massimi di ogni azienda per l’allevamento e l’ingrasso dei suini, la detenzione di ovaiole, l’ingrasso dei polli, dei tacchini e dei vitelli. In tal modo si mira a sostenere le aziende familiari vincolate al suolo. In caso di superamento delle soglie stabilite, l’azienda deve pagare una tassa su ogni animale in eccesso. L’ammontare delle tasse è fissato in modo che la detenzione di animali in eccesso non risulti redditizia.

L’UFAG può autorizzare, previa richiesta, effettivi più elevati. Possono inoltrare una richiesta di autorizzazione per un effettivo maggiore di animali le aziende:

  • che forniscono la prova di rispettare le esigenze ecologiche (PER) senza cedere concime aziendale a terzi;

  • di allevamento di suini che valorizzano sottoprodotti della trasformazione del latte e di derrate alimentari nell’interesse pubblico. Almeno il 25 % o il 40 % del fabbisogno energetico dei suini deve essere coperto rispettivamente con sottoprodotti provenienti dalla trasformazione del latte oppure con sottoprodotti di derrate alimentari non provenienti dalla trasformazione del latte;

  • sperimentali nonché le stazioni di ricerca della Confederazione.

Nel 2018 hanno usufruito di una simile autorizzazione 22 aziende che somministravano agli animali sottoprodotti della trasformazione del latte nonché di derrate alimentari e che nel complesso hanno valorizzato oltre 130 000 tonnellate di sottoprodotti, 10 aziende che adempivano la PER e spandevano i concimi aziendali sulle proprie superfici e 2 aziende per attività sperimentali e di ricerca.

Hans Ulrich Leuenberger, UFAG, Settore Prodotti animali e allevamento;
hansulrich.leuenberger@blw.admin.ch
Hanspeter Lüthi, UFAG, Settore Prodotti animali e allevamento
Corinne Boss, UFAG, Settore Prodotti animali e allevamento
Marcel Zingg, UFAG, Settore Prodotti animali e allevamento
Yves Schleppi, UFAG, Settore Prodotti animali e allevamento
Manuel Leuenberger, UFAG, Settore Prodotti animali e allevamento
Fabian Zwahlen, UFAG, Settore Prodotti animali e allevamento

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